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I LUOGHI

 

 

 

 

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SANTUARIO DI FONTE COLOMBO 

 

Il Santuario non è solo una cornice suggestiva, ma rappresenta il cuore pulsante dell'identità francescana e, di riflesso, della Scuola Internazionale di Teatro dei Giullari. Qui, San Francesco si ritirò per scrivere la Regola Definitiva (la Regula Bullata) dell'Ordine che il 29 novembre del 1223 fu bullata da papa Onorio III.  Per gli allievi della scuola, trovarsi nel luogo dove "la parola si è fatta norma" è simbolicamente potentissimo. È il posto perfetto per studiare la scrittura drammaturgica e poetica, ispirandosi al rigore e alla passione che Francesco mise in quel testo.

Il santuario è immerso in un bosco di lecci secolari che scendono lungo il monte. Questo ambiente incarna perfettamente l'idea di "palcoscenico naturale"  e favorisce quell'atmosfera di silenzio e concentrazione necessaria per la ricerca spirituale e artistica.

L'inserimento di Fonte Colombo conferma il carattere itinerante della Scuola che mira a far scoprire agli allievi anche il sistema dei santuari reatini, rendendo la didattica un vero e proprio cammino di conoscenza.

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ABBAZIA DI FARFA

 

Farfa è stata per secoli uno dei centri culturali più importanti d'Europa. Svolgere le lezioni qui permette di approfondire aspetti diversi rispetto ai santuari francescani; qui, gli allievi si immergeranno nel borgo abbaziale, simbolo di storia e sapienza millenaria, per una serie di lezioni che metteranno in dialogo la spiritualità monastica con le radici della cultura popolare. Farfa rappresenta la porta della Sabina. Inserirla nel programma significa che la Scuola non si limita alla Valle Santa reatina, ma abbraccia l'intera provincia, creando un ponte tra il mondo francescano e quello benedettino, entrambi fondamentali per la nascita dell'identità culturale italiana. Il legame tra San Francesco e i Benedettini è uno degli aspetti più affascinanti della storia medievale: non fu solo un rapporto di vicinato, ma una vera e propria scuola di ospitalità e sostegno che permise al francescanesimo delle origini di muovere i primi passi. Il simbolo massimo di questo legame è la Porziuncola. La piccola Chiesa, cuore dell'Ordine Francescano, apparteneva originariamente ai monaci benedettini del Monte Subasio. Essi la concessero in uso a Francesco intorno al 1211. Francesco, non volendo possedere nulla, stabilì che ogni anno i frati dovessero portare ai monaci benedettini un cesto di pesci (lasche) del fiume come "affitto" simbolico, ricevendo in cambio un otre d'olio. Un rito che testimonia la stima reciproca. Quando Francesco e i suoi primi compagni viaggiavano, venivano spesso ospitati nelle abbazie benedettine. La tappa della Scuola Internazionale di Teatro dei Giullari a Farfa richiama proprio questo: le grandi abbazie erano i "porti sicuri" dove il Poverello trovava riparo, biblioteche e confronto teologico. I Benedettini, custodi della stabilità (stabilitas loci), accolsero con curiosità e rispetto questi "nuovi giullari" che invece predicavano in movimento..

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RIETI - BIBLIOTECA PARONIANA

 

Svolgere alcune  lezioni in Biblioteca non è solo una questione di comodità logistica, ma risponde a una precisa visione culturale. Se il Terminillo è la natura e i Santuari sono la preghiera, la Paroniana rappresenta la Radice della Conoscenza. Il Giullare, pur essendo un artista di piazza, attinge a una tradizione testuale ricchissima. La biblioteca è il luogo dove la parola è custodita.

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TERMINILLO

 

Svolgere alcune lezioni a Terminillo non è solo una scelta logistica, ma una vera e propria scalata verso una dimensione spirituale e artistica diversa. Se Rieti è il cuore e Farfa la storia, il Terminillo rappresenta la "Montagna dell'Anima". San Francesco cercava spesso l’altezza per staccarsi dal trambusto delle città. Per gli allievi della scuola, lavorare a Terminillo offre quel silenzio assoluto e quell'orizzonte infinito che aiutano la voce e il corpo a espandersi. Sul Terminillo sorge il Tempio Votivo Francescano, una Chiesa  che custodisce le reliquie del Santo e che è stata costruita proprio per onorare Francesco come Patrono d'Italia.