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CITTA' DI RIETI
Rieti, situata nel cuore geografico d’Italia (l’antico Umbilicus Italiae), è una città dove la storia, la natura e la spiritualità si fondono in modo indissolubile. Il suo legame con San Francesco d’Assisi è così profondo che la zona circostante è conosciuta come la Valle Santa.
E' una città di origine sabina, circondata dalle mura medievali ancora ben conservate. Il suo centro storico si sviluppa lungo il fiume Velino, con acque limpidissime che riflettono palazzi nobiliari e ponti antichi. San Francesco amava profondamente questa terra, trovandovi una solitudine e una bellezza naturale che favorivano la preghiera.
Qui ha lasciato segni indelebili attraverso quattro santuari che formano un cammino circolare:
· Santuario di Greccio (Il Natale): È il luogo dove, nella notte di Natale del 1223, Francesco realizzò la prima rappresentazione vivente del Presepe. Il santuario sembra incastonato nella roccia e offre una vista mozzafiato sulla piana reatina.
· Santuario di Fonte Colombo (La Regola): Immerso in un bosco di lecci secolari, è considerato il "Sinai francescano". Qui il Santo scrisse la Regola definitiva dell'Ordine e subì una dolorosa operazione agli occhi.
· Santuario della Foresta (La Natura): Un luogo di grande pace dove Francesco si rifugiò per curarsi. La tradizione vuole che qui sia avvenuto il miracolo dell'uva e che il Santo abbia composto parte del Cantico delle Creature.
· Santuario di Poggio Bustone (Il Perdono): Situato in posizione elevata, è il luogo dove Francesco arrivò per la prima volta nella valle esclamando: "Buongiorno, buona gente!". Qui ricevette l'assicurazione della remissione dei suoi peccati.
Oggi, come vediamo con il progetto della Scuola Internazionale di Teatro dei Giullari, Rieti continua a onorare questa eredità non solo come luogo di culto, ma come centro di ricerca culturale e performativa, utilizzando la figura di Francesco come ponte tra la tradizione medievale e la sensibilità moderna.
Passeggiare per Rieti e i suoi dintorni significa ripercorrere i passi di un uomo che ha rivoluzionato il pensiero occidentale, immersi in un paesaggio che è rimasto quasi intatto da ottocento anni.
COMITATO NAZIONALE PER LA CELEBRAZIONE DELL' OTTAVO CENTENARIO DELLA MORTE DI SAN FRANCESCO D'ASSISI
E' l'organo ufficiale istituito per coordinare e promuovere le attività legate a uno degli anniversari più significativi della storia spirituale e culturale europea: il centenario della morte del Santo (1226-2026).
Il Comitato è stato istituito con apposita legge (Legge 14 settembre 2022, n. 140) ed è posto sotto l’egida del Ministero della Cultura. È composto da studiosi, rappresentanti delle istituzioni (come il Comune di Rieti e di Assisi) e membri della famiglia francescana.
E' presieduto dal poeta e drammaturgo Davide Rondoni ed ha l'obiettivo di onorare la figura di San Francesco non solo come icona religiosa, ma come pilastro della cultura, della lingua e dell'identità italiana.
Il Comitato ha il compito di elaborare e attuare un programma di eventi che copre il quadriennio 2023-2026, seguendo le tappe fondamentali della vita del Santo (i "centenari francescani"). Le sue attività principali includono:
· Promozione Culturale e Artistica: Finanzia e sostiene progetti che raccontano il messaggio francescano attraverso l'arte. Un esempio perfetto è proprio la Scuola Internazionale di Teatro dei Giullari di Rieti, che trasforma il concetto di "Giullare di Dio" in una moderna esperienza teatrale.
· Restauro e Valorizzazione: Supporta interventi di recupero sui luoghi legati alla vita di Francesco, assicurando che i santuari e i beni artistici siano pronti ad accogliere pellegrini e turisti.
· Ricerca Scientifica e Didattica: Organizza convegni, pubblicazioni di saggi e programmi educativi nelle scuole per far riscoprire l'attualità del pensiero di Francesco su temi come la pace, l'ecologia e la fraternità.
· Coordinamento Territoriale: Fa da "regista" tra le diverse realtà locali (Assisi, Rieti, La Verna) per creare un percorso unitario, evitando la dispersione delle iniziative.
Per la città di Rieti, la presenza nel Comitato (rappresentata da figure come Emanuela Varani e Gianfranco Formichetti e Monsignor Antonino Treppiedi) è cruciale. Permette alla Valle Santa di uscire dall'ombra di Assisi e di essere riconosciuta a livello internazionale come il luogo dove Francesco ha dato vita a simboli universali, come il Presepe.